perché non usare “RELAY,WIDE7-7,TRACE7-7” nel routing dei pacchetti APRS?

aprsNegli ultimi tempi, Bob Bruninga (WB4APR), autore dello standard APRS, ha suggerito di modificare ed ottimizzare le stringhe di configurazione sui TNC, sulle radio e sui softwares che fanno APRS perchè la rete è davvero congestionata a causa di errate configurazioni e della presenza di migliaia di pacchetti duplicati che vengono instradati e diffusi dagli i-gate e dai nodi.

A tal proposito vi riporto qui il contenuto di un articolo molto ben fatto
(Fonte: http://www.alfonsomartone.itb.it/bcgmgt.html)
che spiega dettagliatamente l’argomento.

Buona lettura
IZ7OIX Domingo

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Domanda a bruciapelo: perché non usare “RELAY,WIDE7-7,TRACE7-7” nel routing dei pacchetti APRS?

Consideriamo per semplicità solo l’APRS sulla banda più nota (quella dei “due metri”): in Italia, il canale per l’APRS è sui 144,800 MHz.

In sintesi:

  • limitata capacità del canale: troppi pacchetti lo saturano
  • frequenti collisioni pacchetti: troppi pacchetti si disturbano a vicenda
  • importanza del pacchetto: a grandi distanze i tuoi pacchetti via RF non interessano (hanno pur sempre l’APRS-IS)
  • RELAY,WIDE,TRACE indicano un metodo di routing, non una distanza raggiungibile, e l’uso improprio può generare valanghe di inutili duplicati
  • le stazioni fisse devono parlar poco (“l’ho capito che sei lì! basta!”)
  • la probabilità di trasmettere senza errori è proporzionale alla quantità di traffico presente sul canale!

Alcuni argomenti che mi hanno convinto:

  • l’aver ricevuto sistematicamente, da stazioni fisse, quattro o cinque pacchetti uguali ogni volta (un beacon e tre o quattro ripetizioni, in pochissimi secondi!) con una frequenza nauseante… e spesso trattandosi di stazioni impresenziate!
  • l’aver ricevuto via RF (radiofrequenza) pacchetti di stazioni lontanissime da migliaia di chilometri di distanza (i primi giorni è simpatico, ma poi uno comincia a chiedersi perché mai la frequenza locale debba essere usata per sapere la versione di UIV32 usata da degli sconosciuti non italiani)
  • l’aver faticato non poco per farmi “sentire” su APRS-IS durante i miei spostamenti (i pacchetti si perdevano tra le collisioni in radiofrequenza).

Cosa significa “l’APRS funziona”?

  • non significa “ricevere tante stazioni”
  • non significa “ricevere stazioni lontane”
  • ma significa “le stazioni della tua area ti sentono”

Se il canale APRS è pieno al 50%, avrai il 50% di possibilità che il tuo pacchetto APRS vada “in collisione” con quello di qualcun altro. Se il canale è occupato al 70%, ad ogni pacchetto APRS che trasmetterai avrai il 70% di probabilità che tale pacchetto si perda…


Più dettagliatamente:

 

Considerazione Conseguenza
Anzitutto esiste una grande varietà di sistemi APRS. Praticamente non si possono proporre modifiche che richiedano l’upgrade di una consistente percentuale di sistemi, cioè non è facile aggiornare lo standard APRS attualmente in uso.
Sui 144,8 si va a velocità 1200. È alquanto difficile far di meglio date le condizioni (ampiezza del canale, potenza necessaria, etc).
Pertanto la trasmissione di un pacchetto impegna il canale per circa un secondo (possiamo realisticamente dire 1,2-1,4 secondi). Si può perciò stimare che la capacità teorica del canale riservato all’APRS è di non più di tremila pacchetti trasmissibili in un’ora senza collisioni di pacchetti e senza frazioni di secondo di attese tra i pacchetti.

La capacità pratica è alquanto inferiore; qui ordinariamente mi arrivano fino a millecento pacchetti APRS l’ora e “ad orecchio” il canale sembra più che saturo…

Un sistema APRS trasmette il pacchetto dati quando desidera(ciò è vagamente ispirato al protocollo Aloha, dove dopo anni di utilizzo realizzarono che l’efficienza risultante era stata appena del 18%; la variante di Aloha – suddivisione del tempo in “slot” – non è realizzabile a causa della grande varietà dei sistemi APRS e possibilmente della loro incapacità di ottenere dal GPS una risoluzione inferiore al secondo). Ciò implica il problema delle “collisioni”: se due sistemi trasmettono contemporaneamente il proprio pacchetto, si disturberanno a vicenda; nel migliore dei casi verrà ricevuto solo quello “molto più udibile” dai destinatari; altrimenti saranno persi entrambi (in tal caso sarà trascorso inutilmente del tempo utile sul canale).
Solo una minoranza di sistemi APRS (caso notevole, la Yaesu VX8) hanno una sorta di CSMA (carrier sense multiple access): se al momento di trasmettere risulta che qualcun altro sta trasmettendo, allora la trasmissione del proprio pacchetto viene rinviata finché risulta una portante. Sempre per motivi pratici, non si può implementare il monitoring per sapere durante la trasmissione di un pacchetto l’eventuale collisione. La maggioranza dei sistemi APRS, nel trasmettere un pacchetto, non è in grado di verificare le collisioni. Pertanto il canale va utilizzato con parsimonia.
La topologia della rete APRS in RF (radiofrequenza) è “uno-a-molti”: un mittente, tanti destinatari quanti sono in grado di ricevere correttamente il pacchetto. Conseguenza logica: l’APRS non è pertanto un sistema per ilvehicle-tracking (che concettualmente è un “uno-a-uno” o “molti-a-uno”).

Conseguenza pratica: sono necessari dei ripetitori(digipeaters) affinché l’area “locale” non sia troppo “locale”.

Nel ricevere i pacchetti APRS, ci interessa avere traccia delle stazioni nella stessa area; non serve a molto avere informazioni su stazioni molto lontane. Più è lontana la stazione, meno è interessante. Un pacchetto APRS dovrebbe perciò proliferare via radio solo entro un’area limitata dal numero di stazioni, non dal numero di chilometri. Al resto del mondo ci pensa internet (APRS-IS).
Tradizionalmente, una stazione fissa invia un pacchetto ogni venti minuti; una stazione mobile invia più frequentemente (uno ogni dieci minuti se è fermo, etc, fino a un pacchetto ogni 1-2 minuti). Dunque ogni stazione fissa occupa il canale per 3×n pacchetti l’ora (incluse le n ripetizioni dei digipeater dell’area) a cui aggiungere gli eventuali pacchetti di location, capabilities, etc (pure questi da moltiplicare per n); una stazione mobile contribuisce con 6×n pacchetti (se ferma) o più pacchetti se in movimento.

Dato che il limite teorico è di circa tremila pacchetti l’ora, se in area ci sono cinque ripetitori e venti stazioni fisse che trasmettono oltre alla posizione anche object e altro, il canale sarà già occupato almeno al venti-trenta per cento della sua capacità teorica, cioè al settanta-ottanta per cento della capacità pratica. Riuscire a trasmettere un proprio pacchetto APRS in queste condizioni è un’impresa disperata.

Le regole di routing (RELAY, WIDE, TRACE…) definiscono un metodo di routing, non una distanza raggiungibile o un numero di tentativi da effettuare. Vengono tradizionalmente interpretateuna per una, col risultato di generare più pacchetti contemporaneamente man mano che “girano”. Se un pacchetto viene ricevuto contemporaneamente da tre ripetitori e contiene per esempio RELAY, allora ognuno di questi tre procederà al RELAY. Ogni pacchetto “rigenerato”, se contiene anche un WIDE, verrà poi ulteriormente “rigenerato”.

Il suggerimento di Bruninga, autore dello standard APRS, è di sostituire il RELAY (sempre “eseguito”) con WIDE1-1(“eseguito” solo la prima volta) a inizio routing; utilizzare poi un solo “WIDEn-n” che sia “corto”, e ridurre il numero di “hops” (la proposta, detta “New-N”, è in vigore anche in Italia da ottobre 2008). In sintesi:

  • abolire completamente RELAY, TRACE, STATE e tutti i WIDE superiori a 3;
  • usare WIDE1-1,WIDE2-2 per le stazioni mobili;
  • usare WIDE1-1,WIDE3-3 per le stazioni mobili in aree dove il numero di sistemi APRS è particolarmente scarso (per esempio aree rurali pianeggianti e molto ampie);
  • usare WIDE2-2 per le stazioni fisse.

CubeSAT OUFTI-1 – il D-STAR è in orbita

L’ESA, Agenzia Spaziale Europea ha commissionato ad alcuni Professori e studenti del Dipartimento di Ingegneria Meccanica ed Aerospaziale dell’Università di Liegi, in Belgio, la progettazione e la realizzazione di un “nano-satellite” a forma di cubo di 10cm per lato, che servirà per numerosi esperimenti scientifici.
La notizia interessante è che il nano-satellite utilizza la tecnologia D-Star per il controllo da terra e per la gestione delle telemetrie.
OUFTI-1 è inoltre dotato di un trasponder VHF/UHF in D-STAR e di un Beacon costantemente attivo in CW.
Le due antenne hanno una lunghezza di 170 mm (beacon) e 500 mm (D-STAR e AX.25). Il materiale utilizzato per le stesse è un metallo a memoria di forma.

Ecco l’articolo realizzato dal Team dell’Università di Liegi

in formato tradotto da Google:
http://translate.google.it/translate?u=http%3A%2F%2Fevents.eoportal.org%2Fpresentations%2F266%2F10002251.html&sl=en&tl=it&hl=&ie=UTF-8
ed in lingua originale:
http://events.eoportal.org/presentations/266/10002251.html

Su questa pagina i componenti del Team:
http://www.leodium.ulg.ac.be/cmsms/index.php?page=contact

Qui una simulazione del lancio:
http://www.leodium.ulg.ac.be/cmsms/uploads/PPOD.avi

Domingo
IZ7OIX

 

Manutenzione Straordinaria Ponti Ripetitori Ari-Bari

ripetitori

Gentili amici e colleghi Radioamatori,

stiamo effettuando operazioni di manutenzione straordinaria dei nostri ponti ripetitori di Sezione , e probabilmente nel corso delle settimane a seguire si verificheranno problemi di possibili spegnimenti degli stessi.

La nostra pianificazione prevede che l’U2 430.050 e l’R6 145.750 , dotati di tono a 100.0 , diventino i 2 ponti cittadini, invece l’R7 alfa diventi ponte extra urbano.

Ci scusiamo per il momentaneo disservizio,

IZ7ECT MIKY coordinatore tecnico ARIBARI.

E’ nato www.ircddb-italia.it

Auguriamo buon lavoro agli amici di www.ircddb-italia.it

Il loro portale web offre visibilità immediata per tutti i possessori di nodi HotSpot D-Star,
oltre che una serie di informazioni utili per chiunque volesse compiere i primi passi verso
questa nuova ed avvincente tecnologia.

Il Team ircddb-italia gestisce inoltre il gruppo su Yahoo
http://groups.yahoo.com/group/ircDDB-Italia/
il cui obiettivo è quello di facilitare lo scambio di informazioni ed idee tra i SysOp della
nascente rete ircDDB operativa sul sistema DStar.

In bocca al lupo da parte dello staff di aribari.it

Guide: Come Tarare un filtro in cavita’ con notch

Con questa guida cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulle modalità di taratura di un classico filtro in cavità con notch da utilizzare per i nostri ripetitori senza disporre di un analizzatore di spettro con tracking.

Immaginiamo di dover tarare il nostro filtro su una frequenza di trasmissione FreqTX e di ricezione FreqRX .

Innanzi tutto tareremo il nostro filtro SINGIOLARMENTE, cavità per cavità.

Ci serve un ricetrasmettitore, un ROSmetro, un WATTmetro ed un carico fittizio o un’antenna accordata ovviamente sulla frequenza da utilizzare.

La sequenza di collegamento è quella indicata nello schema sottostante:

cavita

Taratura cavità di Trasmissione

– Taratura Frequenza di Trasmissione (manopola centrale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqTX.

Premere il PTT e ruotare la manopola sino ad ottenere il minimo ROS e la massima potenza irradiata.

– Taratura NOTCH (manopola laterale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqRX.

Premere il PTT e ruotare la manopola del notch sino ad ottenere il massimo ROS e la minima Potenza irradiata

Taratura cavità di Ricezione

– Taratura Frequenza di Ricezione (manopola centrale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqRX.

Premere il PTT e ruotare la manopola sino ad ottenere il minimo ROS e la massima potenza irradiata.

– Taratura NOTCH (manopola laterale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqTX.

Premere il PTT e ruotare la manopola del notch sino ad ottenere il massimo ROS e la minima Potenza irradiata

Adesso tutti i componenti della nostra cavità sono tarati correttamente.

Non ci resta che assemblare la catena e testare il tutto

Buon lavoro!

Puoi scaricare da QUI il Pdf di questa guida

A.R.I. International DX Contest

Da IZ7KHR Francesco

Nel fine settimana scorso si è svolto l’annuale appuntamento del contest internazionale organizzato dal’ A.R.I., ovvero l’A.R.I. International DX Contest.

La nostra sezione ha partecipato con il nominativo di sezione IQ7DV. Alcuni volenterosi soci hanno messo su due stazioni attrezzate per l’occasione: una dedicata alle bande alte (10-15-20m) con una direttiva Optibeam ob11-3 e alla banda dei 40m con un dipolo rotativo della Eco Antenne, la radio era un ICOM 756 pro3 e l’amplificatore era un ACOM 1000 (500W). La seconda stazione era attiva sulle bande basse e in RTTY con dipoli filari e con una antenna per sola ricezione autocostruita (su progetto di K9AY).

È stata l’occasione per vivere una bella esperienza di gruppo dove non è mancato il divertimento ed è stata anche una buona palestra per sperimentare nuove tecniche e allenarsi all’attività di contest.

Rispetto all’esperienza dell’anno scorso il setup era più completo, ma purtroppo in parte è mancata la propagazione e in parte pare sia calata anche la partecipazione a questo evento.

A mente fredda e con i bollettini propagativi alla mano (vedi imagine sotto) in effetti il forte vento solare ha creato una forte attività geomagnetica ai poli, questo, come sta avvenendo da un pò di settimane, ha causato una buona dose di rumore sulle bande basse: da parte nostra a log risultano solo 2 qso in 160, banda del tutto inutilizzabile, mentre sui 40 e 80m si è lavorato grazie all’uso della K9AY che ha permesso di discriminare qualche segnale più basso soprattutto in 80m. Osservando il grafico (concesso in esclusiva e in anteprima da dxcoffe.com) si evince che dall’inizio dell’anno, dove avevamo riscontrato notevoli picchi nell’attività solare che ci avevano fatto ben sperare, ad oggi ci troviamo di fronte ad un decremento della propagazione notevole (parte evidenziata in giallo)

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Un altro discorso invece va fatto per le bande alte, dove in sostanza la propagazione c’era, ma è evidente che la scarsa partecipazione di stazioni DX e anche italiane ha ridotto al minimo i qso provenienti dalle chiamate del Runner (ovvero le nostre chiamate durante il contest) e si è preferito ricorrere al Search&Pounce (ovvero ricerca di stazioni non collegate). Evidenza del fatto che la propagazione sulla bande alte c’era sta anche nel fatto che in serata inoltrata della domenica arrivavano splendidi segnali dal centro America perfino in 10m, ma la maggior parte delle stazioni non erano in contest.

Il nostro team ritiene che la scarsa partecipazione sia stata dovuta anche alla coincidenza, quest’anno, con il week-end del Primo Maggio. L’anno prossimo il contest capiterà nel week-end 7-8 Maggio, la data sembra più consona…

Vediamo un pò di tirare le somme e vedere qualche numero riguardante l’esperienza di quest’anno:

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il team era composto da: IK7IMK, IZ7ECL, IZ7GLL, IZ7GLK, IZ7ECT, IZ7KHR, IZ7NMD, IZ7PDI, IZ7MKN, IK7XNF, IZ7BAS.

Ci siamo divisi al meglio i tempi a seconda delle disponibilità di ciascuno e le 24h del contest sono state coperte interamente.

Questo è il grafico dei QSO per banda e ora:

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Il punteggio dichiarato è di 141.766 punti e questa è la tabella di riassunto per il calcolo del punteggio in base al regolamento del contest:

Il punteggio dichiarato è di 141.766 punti e questa è la tabella di riassunto per il calcolo del punteggio in base al regolamento del contest:

BANDA QSO CTRY PROV DUPE PTS AVG
————————————————————-
160 2 2 0 0 2 1,00
80 63 26 0 0 71 1,13
40 161 41 0 0 197 1,22
20 431 49 0 1 611 1,42
15 34 20 0 0 70 2,06
10 8 8 0 0 20 2,50
————————————————————-
Tot. 699 146 0 1 971 1,39

Punteggio: 971 Punti/QSO x 146 Mlt. = 141.766 Punti

I periodi di attività maggiore sono stati due: all’inizio del contest la sera del sabato e durante la mattinata di domenica intorno alle 11 utc. Vediamo i migliori rates:
Migl. QSO/ora QSO Periodo Ora
10 min 102 17 1051…1059 02/05
20 min 81 27 1051…1109 02/05
30 min 76 38 2225…2254 01/05
60 min 63 63 2003…2102 01/05
120 min 54 107 2051…2250 01/05

I 20m hanno garantito l’ottimo rate durante la domenica mattina e l’RTTY sulle bande basse ha sostenuto la serata del sabato, ma è stata davvero una fatica fino all’ultimo secondo per riuscire a tirare fuori dal cilindro il 700esimo QSO…ma non c’è stato verso.
Ultimo dato significativo è quello riguardante i QSO per continenti:

EU: 564 ( 80,7 %)
AS: 61 ( 8,7 %)
AF: 6 ( 0,9 %)
OC: 1 ( 0,1 %)
NA: 60 ( 8,6 %)
SA: 8 ( 1,1 %)
rispetto all’anno scorso risulta nettamente in calo la partecipazione asiatica, che in passato vedeva una massiccia presenza di stazioni giapponesi, e l’evidente mancanza di stazioni sud-americane, dove i brasiliani la facevano da padrone seguiti a ruota dagli argentini, quest’anno c’erano pochi brasiliani e nessun argentino.
Questo è quanto!
Appuntamento al prossimo contest: presumibilmente il contest A.R.I. Sezioni 2010 in programma il 12-13 Giugno con l’impegno di rivedere il setup per adattarlo alle esigenze di un contest all bands tra soli italiani!

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Un dipolo per i 6 metri in 6 minuti

Il nostro amico OM Nicola IW7DLL ci ha inviato un interessantissimo progetto.
Un dipolo per i 6 metri dalle prestazioni eccellenti.

dipolo_04

Un dipolo per i 6 metri in 6 minuti

Arriva la primavera ed è tempo di togliere un po’ di polvere da alcuni apparati, che per tutto l’anno sono serviti solo a riempire i vuoti o nascondere cavi di alimentazione, commutatori coassiali, vecchie qsl e connettori che tutti noi “imboschiamo” dietro le radio “buone”, in attesa di essere sistemati … Tra le cianfrusaglie che ti trovo? Vari spezzoni di cavo RG213 che spesso si utilizzano per costruire codini di raccordo o altro, ma questa volta, vista la bella stagione ed avendo appena resuscitato la scheda del transverter 28-50 Mhz montato in gioventù e che anni fa tante soddisfazioni mi aveva dato con i suoi soli 8 watt ed una semplice verticale da jeep militare sul balcone, mi è venuta voglia di realizzare un dipolo cortocircuitato per la Magic Band. L’idea in realtà trae spunto dalle tante realizzazioni che si trovano in rete, ma la curiosità maggiore che mi ha spinto a costruirla è stata quella di verificare innanzitutto il minimo ROS di tale antenna, che date le basse potenze di cui dispongo non era poi un dettaglio; inoltre con questa semplicissima antenna leggermente direttiva, avrei avuto la possibilità di ricevere meglio della verticale usata finora, essendo tra l’altro cortocircuitata agli estremi e non risentendo così di rumori, scariche ed altro che spesso rovinano i nostri qso estivi in banda 50 Mhz. Per costruire questa antenna serve davvero pochissimo tempo, e se sul nostro terrazzo o in campagna disponiamo di corde o altro tirante isolato, possiamo andare in aria in meno di dieci minuti; per soluzioni più stabili e definitive si può ricorrere a supporti realizzati con i classici tubi in pvc come quello riportato in foto, che con qualche rinforzo nei punti critici mi assicurerà senza dubbio anni di collegamenti senza alcun problema. Verificato il rendimento di questo dipolo, ne ho realizzato uno filare per uso portatile, ed uno fisso da ancorare a palo di sostegno. Dopo l’ultima saldatura, e senza ricorrere a nessun ritocco allungando od accorciando i due bracci, ho subito letto 1:1 di ROS sullo strumento, e con grande piacere ho ascoltato i beacon della costa croata anche se con segnali molto bassi.

PASSIAMO ORA ALLA REALIZZAZIONE:

Prendiamo uno spezzone di 286 cm di RG213 o persino di RG58, anche se in questo caso ho verificato che bisogna perdere qualche minuto in più per la taratura a centro banda.

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Spelliamo il cavo coassiale alle due estremità, e richiudendo la calza di massa verso il centro, saldiamola accuratamente sul polo centrale. Abbondiamo con la stagnatura ed evitiamo saldature fredde, per garantire resistenza fisica dell’antenna alle intemperie nonché resistenza termica alle eventuali potenze che correranno lungo il cavo, considerato che in questa versione per semplicità costruttiva non ho previsto né bobine né apposito RF-choke. Possiamo ricoprire eventualmente le saldature con mastice al silicone.

Terminate le due saldature alle estremità, esattamente al centro del cavo spelliamo con attenzione circa 2 cm di guaina, lasciando intatto il conduttore centrale nel suo isolatore e separiamo le due calze di massa stagnandole una sul polo caldo e l’altra sulla calza del cavo di discesa dell’antenna, che ovviamente sarà della stessa impedenza del cavo utilizzato per costruirla. In teoria l’antenna è già bella e pronta.

dipolo_05

Se abbiamo problemi di ROS possiamo arrivare all’accordo con il solito sistema, accorciando i 2 bracci di 5 mm alla volta fino ad una lettura ottimale. Naturalmente la taratura deve avvenire con il dipolo in sospensione, meglio se ad almeno un metro e mezzo di altezza dal suolo. Per rinforzare la struttura si può innestare una giunzione centrale a “T” come in foto, ed infilare i due bracci in due tubi del tipo da impianto elettrico per esterno.

dipolo_01

Nel mio caso, ho già previsto di innestare lo snodo in un braccetto per antenna televisiva, il che mi consentirà di ancorare l’antenna ad un comune palo telescopico. Per ulteriore rinforzo, dal momento che vivo in riva al mare e le raffiche di maestrale non mancano, ho realizzato un ulteriore rinforzo affiancando e fascettando lungo tutta la lunghezza del dipolo un secondo tubo in pvc, e ciò è stato provvidenziale, dal momento che i gabbiani trovano molto divertente questo nuovo e curioso trampolino di lancio…

dipolo_02

Da prove effettuate il dipolo ha una larghezza di banda di quasi 1 Mhz, e regge senza problemi anche i 100 w delle apparecchiature commerciali che si trovano in ogni stazione che si rispetti. Si comporta egregiamente nei Dx con l’Europa ma non disdegna, a dispetto delle verticali, i qso locali a media e breve distanza. Concludendo, potrebbe essere una valida alternativa per chi voglia cambiare polarizzazione durante i collegamenti in 50 Mhz a lunga distanza, o per chi si voglia cimentare per la prima volta su questa banda che molto spesso troviamo in dotazione nei quadribanda di ultimissima generazione. Potrebbe infine costituire un valido ed economico sistema radiante per operare in FM con i piccoli portatili tribanda che spesso trasmettono anche in 50 Mhz, pur se con potenze limitate, e che vengono accantonati su questa banda in quanto non offrono grandi prestazioni con le piccole antenne in gomma di cui sono dotati.

dipolo_03 dipolo_04

73 de IW7DLL Nicola

 

Una copia in PDF del progetto è disponibile QUI

Novità dal mondo D-Star – il DVAP

DVAPDongle

DVAP- DV Access Point

Da pochi giorni è disponibile in America, e tra poco anche in Europa, il DVAP ( DV Access Point ).
Il DVAP, realizzato dagli stessi progettisti del DV Dongle, è di fatto una sorta di “access point” che consente a chi ha una radio D-Star ma non ha nessun ripetitore nella sua area di copertura, di creare un mini Hot Spot casalingo, con un raggio di copertura di circa 100 m (espandibile con un’antenna esterna). Ovviamente il dispositivo necessita di un pc con sistema operativo Windows o Linux e di una connessione ad internet. Basta istallare un piccolo software (disponibile all’indirizzo http://www.opendstar.org/tools/) per essere operativi sul sistema D-Star.
Attraverso dei semplici comandi da radio è poi possibile “telegestire” il DVAP indicandogli, attraverso il campo “YOUR” della nostra radio, a quale reflector e/o gateway deve collegarsi.
Volendo fare una similitudine, il DVAP di fatto si comporta allo stesso modo dell’ormai famosa scheda Satoshi, con la differenza che a bordo è già dotato di un modulo radio (seppure a bassissima potenza) e non necessita quindi di connessioni esterne ad una radio analogica via porta dati. Inoltre, (a differenza della scheda Satoshi), avendo un solo modulo radio al suo interno, il DVAP lavora in modalità SIMPLEX.
Il software del DVAP si connette al software DPLUS che gira sui Gateways ICOM e sui Reflector.
Non può connettersi ai softwares DEXTRA_SERVER e DEXTRA_REFLECTOR (XREFLECTOR) sviluppati in Open Source.
Ovviamente, per motivi “politici” sarà molto difficile che il DVAP diventi “compatibile” con tali softwares Open Source.

Domingo
IZ7OIX

Esempio di programmazione di una radio che deve accedere alla rete D-Star attraverso un DVAP

DVAP-RS92-prog

Fonte http://www.opendstar.org

EXPO ELETTRO PUGLIA

Fonte www.pescaraonline.net

RADIOAMATORI SUL TERRITORIO PUGLIESE ***EXPO ELETTRO PUGLIA *** BARI E CASTELLANA UNITE A SAVELLETRI (Fasano)

del 08/02/2010

Non tutti i visitatori accorsi a Savelletri (una frazione di Fasano) per visitare la EXPO ELETTROPUGLIA (circa 15.000) sabato 6 e domenica 7 febbraio si sono resi conto che quella manifestazione era frutto di una iniziativa, giunta alla quinta edizione, delle Sezioni ARI (Associazione Radioamatori Italiani) di Bari e Castellana Grotte. E allora, vi domanderete, perché Savelletri ? Anche se gli organizzatori a questa domanda rispondono con una alzata di spalle come per dire “…la località è solo un dettaglio…” io credo che meriti di essere sottolineato l’aspetto sociale di una collaborazione sicuramente esemplare nell’ambito di un Sodalizio, come quello radiantistico, che affonda le sue radici nello scambio delle esperienze e soprattutto nell’amicizia tra gli iscritti.

Per inciso va detto che a bari è Presidente Lello Cafaro ik7FIB, stimato “OM” entrato dell’ARI negli anni ’70 quando era ancora studente delle medie e che a Castellana Grotte è Presidente Padre Pio d’Andola, un frate missionario conosciuto e amato non solo dai radioamatori e dalla intera Comunità regionale, ma anche in Israele dove risiede spesso per motivi attinenti all’organizzazione dell’ordine religioso cui appartiene. Va aggiunto che il Presidente del Comitato Regionale ARI Puglia è Nino Candia, i7OZV che può essere considerato una specie di regista della situazione.

Da quanto hoaccennato sopra si possono comprendere le motivazioni che sono alla base di questa collaborazione che potrebbe apparire non comune in una epoca in cui è difficile mettere d’accordo i i condomini di un palazzo.

LA FIERA
Data la centralità di Savelletri rispetto ad un territorio esteso tra le province di Bari e Brindisi, fin dalle prime ore di sabato 6 febbraio una folla di appassionati si era assiepata intorno al cancello d’ingresso.
Cosa offriva la fiera? C’era da scegliere nei settori della tecnologia delle comunicazione. Dagli apparati usati dai radioamatori ai computer di tutte le dimensioni ed i prezzi, dalle antenne per tutte le frequenze alle comunicazioni interne per aziende, ai sistemi sofisticati di video-sorveglianza, alle ricetrasmittenti CB. Il settore elettrico offriva sistemi di alimentazione attraverso pannelli solari e tutta una serie di moderni soluzioni per consumare meno energia rispettando l’ambiente.

Il prossimo anno la EXPO ELETTROPUGLIA emigrerà nel vicino centro commerciale di CONFORAMA dove potrà disporre di molto spazio e di tutti i sevizi collegati. Si tratta sicuramente di un salto di qualità che gli organizzatori mettono in evidenza soprattutto in considerazione delle difficoltà che i visitatori e gli espositori incontrano attualmente per la mancanza di un clima riscaldato nonché per la inadeguatezza dei parcheggi e dei servizi di ristoro e igienici.

IL GRUPPO DEGLI ORGANIZZATORI
Oltre allo spirito organizzativo e di collaborazione tra le due Sezioni ARI di Bari e Castellana, tra gli organizzatori si evidenzia un solido spirito di gruppo intorno ai leader. La figura carismatica di Padre Pio d’Andola ispira fiducia nel corpo sociale tra cui spiccano le figure dei dirigenti Cafaro e Candia. Ma che dire degli altri ? Che dire di Marino Lacalandra su cui pesano fa fasi vitali dei servizi preparativi e organizzativi? Che dire di Stefano Santastasi, di Anna Rizzi, Ornella Candia, Alberto Minelli ? Sicuramente mi sfugge qualcuno a cui chiedo scusa.
La EXPO ELETTROPUGLIA, inoltre, ha il non trascurabile vantaggio, rispetto a molte altre manifestazioni, di essere gratuita. Non esiste infatti biglietto di ingresso. Ciò comporta un surplus di visitatori che in certe ore, specialmente subito dopo le aperture, intasano i corridoi e rendono difficoltosi gli acquisti da parte di altri visitatori interessati a rintracciare gli articoli desiderati.
Si tratta comunque di un “difetto” tipico di crescita riscontrato nella evoluzione di queste rassegne in altre parti d’Italia. Al centro e al Nord, infatti, difficilmente si trovano Fiere ad ingresso libero ma questo è un altro discorso che per ora non è prioritario nei programmi di Candia e Cafaro.

LE IMMAGINI

1 – Il sindaco di Fasano Pasquale Di Bari taglia il nastro della inaugurazione.
2 – Padre Pio d’Andola (a destra) insieme a Lello Cafaro ik7FIB (al centro) iniziano la visita agli Stand
3 – I due “Leader” soddisfatti del successo (15.000 visitatori) della EXPO ELETTROPUGLIA
4 – Lo stand della pugliese PRO. SIS. TEL.
5 – Il banco della ELETTROPRIMA uno degli espositori più richiesti
6 – (da sinistra) Anna Rizzi e Ornella Candia

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