Ripristino Ponte Ripetitore R7alfa ARI-Bari

Ripristino del Ponte Ripetitore R7 Alfa della Sezione ARI di Bari: Intervento sui Filtri in Cavità

Il ripristino del ponte ripetitore R7 Alfa della Sezione ARI di Bari ha richiesto un’attenta analisi tecnica e l’adozione di soluzioni mirate per ristabilire il corretto funzionamento delle sue componenti principali. Uno degli interventi più critici è stato quello relativo alla riparazione dei filtri in cavità, che risultavano danneggiati in modo significativo. Questi componenti, fondamentali per garantire l’efficienza e la selettività delle frequenze, necessitavano di una manutenzione accurata e specializzata per poter tornare a operare nelle condizioni ottimali.

Diagnosi e Preparazione dell’Intervento

Il problema principale riscontrato nei filtri in cavità del ponte ripetitore R7 Alfa era dovuto alla presenza di residui di colla bicomponente e vecchie stagnature risalenti a precedenti e maldestri tentativi di riparazione, che nel tempo avevano compromesso l’integrità delle saldature e, di conseguenza, l’efficienza del sistema, impedendo una corretta conduzione e creando disturbi nel funzionamento del filtro.

La soluzione a questo problema richiedeva un intervento non solo tecnico ma anche artigianale, dato che le saldature coinvolte erano realizzate su parti in rame. Per garantire una riparazione duratura e di qualità, è stato necessario trasportare i filtri danneggiati in un’officina specializzata nella lavorazione del rame e nelle tecniche avanzate di saldatura.

Rimozione della Colla bicomponente e delle Vecchie Saldature

Il primo passo è consistito nella rimozione completa dei residui di colla bicomponente e delle vecchie stagnature. Questa operazione si è rivelata particolarmente delicata, poiché il rischio di danneggiare ulteriormente il filtro era alto. Il personale specializzato ha utilizzato strumenti adeguati per eliminare tutti i residui senza compromettere la struttura del filtro stesso. L’uso di solventi specifici e di strumenti di precisione ha permesso di ottenere una superficie pulita e pronta per le nuove lavorazioni.

Apertura del Filtro e Riparazione delle Saldature

Una volta ripulito il filtro dai residui, si è proceduto all’apertura del filtro stesso per permettere una riparazione interna approfondita. Il filtro, composto principalmente da rame, richiedeva una particolare attenzione nella fase di saldatura per evitare la deformazione del materiale o la compromissione delle sue proprietà conduttive.

Per eseguire le nuove saldature con la giusta tecnica, è stato fondamentale preriscaldare i pezzi da saldare utilizzando un cannello. Questa procedura ha permesso di evitare shock termici durante il processo di saldatura e di garantire che il rame raggiungesse una temperatura uniforme, favorendo l’adesione ottimale delle nuove leghe saldanti. Per la saldatura sono state usate due leghe con diversa temperatura di scioglimento per evitare che il tubo interno potesse dissaldarsi mentre era in corso la saldatura del tubo esterno. Le saldature sono state eseguite con estrema precisione seguendo metodi professionali, tali da assicurare la durabilità e l’affidabilità del filtro nel tempo.

Conclusioni e Risultati

L’intervento di riparazione dei filtri in cavità del ponte ripetitore R7 Alfa della Sezione ARI di Bari ha rappresentato una sfida tecnica complessa, ma indispensabile per il ripristino completo della funzionalità del sistema. Grazie alla collaborazione con un’officina specializzata e all’adozione di tecniche di saldatura avanzate, è stato possibile risolvere il problema e riportare i filtri alle condizioni ottimali di funzionamento.

Ogni linea composta da due filtri (2 per l’RX e 2 per il TX) ha adesso una attenuazione di circa -75dB sulla relativa frequenza di notch ed una perdita di inserzione inferiore ad 1dB.

Questo intervento ha sottolineato l’importanza di una manutenzione periodica e accurata dei componenti critici di un sistema di ripetizione, nonché la necessità di ricorrere a professionisti specializzati per le riparazioni più complesse.

Di seguito alcune foto ed un video che documentano le varie fasi dell’intervento.

Video:

Aggiornamento ponte D-Star IR7UBA

Si informano i soci che il software Gateway del nostro ripetitore D-Star IR7UBA è stato aggiornato all’ultima versione software Pi-Star su intervento in remoto del socio Domingo IZ7OIX.
L’attuale versione è la 4.1.6 e la Dashboard del ripetitore è sempre disponibile all’indirizzo http://ir7uba.aribari.it/

Il ripetitore, ubicato presso le Torri Baricentro di Casamassima, è dotato di

  • modulo radio “B” in UHF a 430.300 Mhz
  • modulo radio “C” in VHF a 145.612,5 Mhz

IR7UBA è collegato alla Rete Nazionale D-Star XLX-ITALIA che unisce centinaia di Ripetitori ed HotSpot D-Star. 

Tale collegamento avviene tramite l’interconnessione all’ xReflector XLX068 (gestito dal nostro socio Domingo IZ7OIX insieme a Mario IZ6FGP), la cui Dashboard è disponibile all’indirizzo http://xlx068.ircddb.it/

Come potete verificare sulle Dashboard di IR7UBA e di XLX068, il nostro ripetitore è collegato di Default nella seguente modalità:

  • modulo “B” in UHF connesso ad XLX068 Modulo “B” (Rete Nazionale D-Star “puro”)
  • modulo “C” in VHF connesso ad XLX068 Modulo “U” (Regionale “Puglia”) 

Attraverso l’utilizzo dei comandi URCALL o DTMF indicati in QUESTA tabella, è possibile modificare temporaneamente il collegamento dei moduli del ripetitore verso altri moduli di XLX068 (suggeriamo di utilizzare sempre la modalità DCS).

Ad esempio, impostando nel campo UR (Your) della propria radio D-Star la stringa “DCS068DL” oppure premendo il PTT ed inviando la sequenza DTMF “D68D“, il modulo di IR7UBA su cui verrà inviato il comando, si collegherà ad XLX068 Modulo “D”  (ITALIA-MULTIPROTOCOLLO). Tale connessione consentirà di comunicare con amici radioamatori che possono trasmettere dalla maggior parte delle reti radio Digitali nazionali come DMR BrandMeister, DMR+, WIRES-X, PENAUT, NXDN, StarNet, SmartGroup come indicato nella colonna “Mapping” ovvero:

  • TG 22292 @BM (BrandMeister)
  • TG 222 @DMR+
  • StarNet STN292
  • SmartGroup TG22292
  • Wires-X 44528
  • Peanut XLX039B
  • NXDN 22292

Dopo 5 minuti di inattività, il modulo su cui è stato inviato il comando ritornerà automaticamente a connettersi come da Default indicato in alto.

Le interconnessioni verso i Moduli XLX su cui è attiva la modalità “Multi-Protocollo (MP)” sono state realizzate attraverso sistemi di Codifica/Decodifica Hardware che garantiscono ottimi risultati in termini di affidabilità e qualità audio. 

Di questo parleremo in un altro articolo dedicato agli xReflector XLX.

Per qualsiasi chiarimento potete contattare l’amico Domingo IZ7OIX scrivendo a iz7oix(at)gmail.com

Buon D-Star a tutti!

Ripristino connettività ponte DSTAR IR7UBA

Il ponte ripetitore D-Star IR7UBA della nostra Sezione ARI di Bari è stato appena ripristinato dopo un lungo periodo di mancanza di connettività.

I soci Domingo IZ7OIX e Tommy IZ7ECL sono riusciti a raggiungere il sito di installazione e sostituire la Raspberry Pi che aveva cessato di funzionare con una nuova, modello Pi 4, più performante e con un opportuno sistema di raffreddamento.

La dashboard del ponte è raggiungibile all’indirizzo: http://ir7uba.aribari.it

Si allegano alcune foto dell’intervento.

ICOM, novità in anteprima dalla Fiera di Tokyo – ID-51 e IC-7100

Nuovo multi-band all mode touch screen IC-7100 e Nuovo bibanda D-Star  ID-51
Le novità non mancano e noi di aribari.it non ce le lasciamo certo sfuggire.
Gli amici Domingo IZ7OIX, Mario IZ6FGP ed Armando IK2XYP del Team IrcDDB-Italia (www.ircddb-italia.it )
ci hanno inviato in anteprima la brochure dei nuovi apparati ICOM IC-7100 e ID-51 .
Le loro caratteristiche sembrano davvero interessanti.

QUI potete scaricare in anteprima la brochure dell’ IC-7100

Nuovo bibanda D-Star  ID-51 ed il nuovo multi-band all mode touch screen IC-7100
Per chi fosse interessato alle novità in tema di nuovi apparati D-STAR a breve uscirà un nuovo portatile ICOM, l’ID-51 che sarà la versione bibanda dell’ID-31.
Al momento non e’ ancora commercializzato nemmeno in US dove si attende la certificazione dell’FCC, pero’ prima o poi apparirà tramite i vari fornitori.
In attesa di questo, per chi volesse vederlo in azione eccovi un video che immagino sia stato realizzato in Giappone, dove evidentemente l’apparato risulta disponibile.

http://www.youtube.com/watch?v=VDfRHGU0GjM&feature=youtube_gdata_player

Per chi volesse cimentarsi nell’impresa di capire il Giapponese, eccovi la presentazione dell’ICOM ID51 alla fiera radioamatoriale di Tokio, fiera da cui con molta probabilità e’ stato girato anche il video precedente

http://www.youtube.com/watch?v=eO1GQF7rg_M&feature=youtube_gdata_player

QUI potete scaricare in anteprima la brochure dell’ ID-51

 

FONTI:
-Armando Accardo IK2XYP – Admin Team IrcDDB-Italia.it
-Mario Ranni IZ6FGP – Team IrcDDB-Italia.it
-Domingo Conte IZ7OIX – Admin Team IrcDDB-Italia.it

perché non usare “RELAY,WIDE7-7,TRACE7-7” nel routing dei pacchetti APRS?

aprsNegli ultimi tempi, Bob Bruninga (WB4APR), autore dello standard APRS, ha suggerito di modificare ed ottimizzare le stringhe di configurazione sui TNC, sulle radio e sui softwares che fanno APRS perchè la rete è davvero congestionata a causa di errate configurazioni e della presenza di migliaia di pacchetti duplicati che vengono instradati e diffusi dagli i-gate e dai nodi.

A tal proposito vi riporto qui il contenuto di un articolo molto ben fatto
(Fonte: http://www.alfonsomartone.itb.it/bcgmgt.html)
che spiega dettagliatamente l’argomento.

Buona lettura
IZ7OIX Domingo

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Domanda a bruciapelo: perché non usare “RELAY,WIDE7-7,TRACE7-7” nel routing dei pacchetti APRS?

Consideriamo per semplicità solo l’APRS sulla banda più nota (quella dei “due metri”): in Italia, il canale per l’APRS è sui 144,800 MHz.

In sintesi:

  • limitata capacità del canale: troppi pacchetti lo saturano
  • frequenti collisioni pacchetti: troppi pacchetti si disturbano a vicenda
  • importanza del pacchetto: a grandi distanze i tuoi pacchetti via RF non interessano (hanno pur sempre l’APRS-IS)
  • RELAY,WIDE,TRACE indicano un metodo di routing, non una distanza raggiungibile, e l’uso improprio può generare valanghe di inutili duplicati
  • le stazioni fisse devono parlar poco (“l’ho capito che sei lì! basta!”)
  • la probabilità di trasmettere senza errori è proporzionale alla quantità di traffico presente sul canale!

Alcuni argomenti che mi hanno convinto:

  • l’aver ricevuto sistematicamente, da stazioni fisse, quattro o cinque pacchetti uguali ogni volta (un beacon e tre o quattro ripetizioni, in pochissimi secondi!) con una frequenza nauseante… e spesso trattandosi di stazioni impresenziate!
  • l’aver ricevuto via RF (radiofrequenza) pacchetti di stazioni lontanissime da migliaia di chilometri di distanza (i primi giorni è simpatico, ma poi uno comincia a chiedersi perché mai la frequenza locale debba essere usata per sapere la versione di UIV32 usata da degli sconosciuti non italiani)
  • l’aver faticato non poco per farmi “sentire” su APRS-IS durante i miei spostamenti (i pacchetti si perdevano tra le collisioni in radiofrequenza).

Cosa significa “l’APRS funziona”?

  • non significa “ricevere tante stazioni”
  • non significa “ricevere stazioni lontane”
  • ma significa “le stazioni della tua area ti sentono”

Se il canale APRS è pieno al 50%, avrai il 50% di possibilità che il tuo pacchetto APRS vada “in collisione” con quello di qualcun altro. Se il canale è occupato al 70%, ad ogni pacchetto APRS che trasmetterai avrai il 70% di probabilità che tale pacchetto si perda…


Più dettagliatamente:

 

Considerazione Conseguenza
Anzitutto esiste una grande varietà di sistemi APRS. Praticamente non si possono proporre modifiche che richiedano l’upgrade di una consistente percentuale di sistemi, cioè non è facile aggiornare lo standard APRS attualmente in uso.
Sui 144,8 si va a velocità 1200. È alquanto difficile far di meglio date le condizioni (ampiezza del canale, potenza necessaria, etc).
Pertanto la trasmissione di un pacchetto impegna il canale per circa un secondo (possiamo realisticamente dire 1,2-1,4 secondi). Si può perciò stimare che la capacità teorica del canale riservato all’APRS è di non più di tremila pacchetti trasmissibili in un’ora senza collisioni di pacchetti e senza frazioni di secondo di attese tra i pacchetti.

La capacità pratica è alquanto inferiore; qui ordinariamente mi arrivano fino a millecento pacchetti APRS l’ora e “ad orecchio” il canale sembra più che saturo…

Un sistema APRS trasmette il pacchetto dati quando desidera(ciò è vagamente ispirato al protocollo Aloha, dove dopo anni di utilizzo realizzarono che l’efficienza risultante era stata appena del 18%; la variante di Aloha – suddivisione del tempo in “slot” – non è realizzabile a causa della grande varietà dei sistemi APRS e possibilmente della loro incapacità di ottenere dal GPS una risoluzione inferiore al secondo). Ciò implica il problema delle “collisioni”: se due sistemi trasmettono contemporaneamente il proprio pacchetto, si disturberanno a vicenda; nel migliore dei casi verrà ricevuto solo quello “molto più udibile” dai destinatari; altrimenti saranno persi entrambi (in tal caso sarà trascorso inutilmente del tempo utile sul canale).
Solo una minoranza di sistemi APRS (caso notevole, la Yaesu VX8) hanno una sorta di CSMA (carrier sense multiple access): se al momento di trasmettere risulta che qualcun altro sta trasmettendo, allora la trasmissione del proprio pacchetto viene rinviata finché risulta una portante. Sempre per motivi pratici, non si può implementare il monitoring per sapere durante la trasmissione di un pacchetto l’eventuale collisione. La maggioranza dei sistemi APRS, nel trasmettere un pacchetto, non è in grado di verificare le collisioni. Pertanto il canale va utilizzato con parsimonia.
La topologia della rete APRS in RF (radiofrequenza) è “uno-a-molti”: un mittente, tanti destinatari quanti sono in grado di ricevere correttamente il pacchetto. Conseguenza logica: l’APRS non è pertanto un sistema per ilvehicle-tracking (che concettualmente è un “uno-a-uno” o “molti-a-uno”).

Conseguenza pratica: sono necessari dei ripetitori(digipeaters) affinché l’area “locale” non sia troppo “locale”.

Nel ricevere i pacchetti APRS, ci interessa avere traccia delle stazioni nella stessa area; non serve a molto avere informazioni su stazioni molto lontane. Più è lontana la stazione, meno è interessante. Un pacchetto APRS dovrebbe perciò proliferare via radio solo entro un’area limitata dal numero di stazioni, non dal numero di chilometri. Al resto del mondo ci pensa internet (APRS-IS).
Tradizionalmente, una stazione fissa invia un pacchetto ogni venti minuti; una stazione mobile invia più frequentemente (uno ogni dieci minuti se è fermo, etc, fino a un pacchetto ogni 1-2 minuti). Dunque ogni stazione fissa occupa il canale per 3×n pacchetti l’ora (incluse le n ripetizioni dei digipeater dell’area) a cui aggiungere gli eventuali pacchetti di location, capabilities, etc (pure questi da moltiplicare per n); una stazione mobile contribuisce con 6×n pacchetti (se ferma) o più pacchetti se in movimento.

Dato che il limite teorico è di circa tremila pacchetti l’ora, se in area ci sono cinque ripetitori e venti stazioni fisse che trasmettono oltre alla posizione anche object e altro, il canale sarà già occupato almeno al venti-trenta per cento della sua capacità teorica, cioè al settanta-ottanta per cento della capacità pratica. Riuscire a trasmettere un proprio pacchetto APRS in queste condizioni è un’impresa disperata.

Le regole di routing (RELAY, WIDE, TRACE…) definiscono un metodo di routing, non una distanza raggiungibile o un numero di tentativi da effettuare. Vengono tradizionalmente interpretateuna per una, col risultato di generare più pacchetti contemporaneamente man mano che “girano”. Se un pacchetto viene ricevuto contemporaneamente da tre ripetitori e contiene per esempio RELAY, allora ognuno di questi tre procederà al RELAY. Ogni pacchetto “rigenerato”, se contiene anche un WIDE, verrà poi ulteriormente “rigenerato”.

Il suggerimento di Bruninga, autore dello standard APRS, è di sostituire il RELAY (sempre “eseguito”) con WIDE1-1(“eseguito” solo la prima volta) a inizio routing; utilizzare poi un solo “WIDEn-n” che sia “corto”, e ridurre il numero di “hops” (la proposta, detta “New-N”, è in vigore anche in Italia da ottobre 2008). In sintesi:

  • abolire completamente RELAY, TRACE, STATE e tutti i WIDE superiori a 3;
  • usare WIDE1-1,WIDE2-2 per le stazioni mobili;
  • usare WIDE1-1,WIDE3-3 per le stazioni mobili in aree dove il numero di sistemi APRS è particolarmente scarso (per esempio aree rurali pianeggianti e molto ampie);
  • usare WIDE2-2 per le stazioni fisse.

CubeSAT OUFTI-1 – il D-STAR è in orbita

L’ESA, Agenzia Spaziale Europea ha commissionato ad alcuni Professori e studenti del Dipartimento di Ingegneria Meccanica ed Aerospaziale dell’Università di Liegi, in Belgio, la progettazione e la realizzazione di un “nano-satellite” a forma di cubo di 10cm per lato, che servirà per numerosi esperimenti scientifici.
La notizia interessante è che il nano-satellite utilizza la tecnologia D-Star per il controllo da terra e per la gestione delle telemetrie.
OUFTI-1 è inoltre dotato di un trasponder VHF/UHF in D-STAR e di un Beacon costantemente attivo in CW.
Le due antenne hanno una lunghezza di 170 mm (beacon) e 500 mm (D-STAR e AX.25). Il materiale utilizzato per le stesse è un metallo a memoria di forma.

Ecco l’articolo realizzato dal Team dell’Università di Liegi

in formato tradotto da Google:
http://translate.google.it/translate?u=http%3A%2F%2Fevents.eoportal.org%2Fpresentations%2F266%2F10002251.html&sl=en&tl=it&hl=&ie=UTF-8
ed in lingua originale:
http://events.eoportal.org/presentations/266/10002251.html

Su questa pagina i componenti del Team:
http://www.leodium.ulg.ac.be/cmsms/index.php?page=contact

Qui una simulazione del lancio:
http://www.leodium.ulg.ac.be/cmsms/uploads/PPOD.avi

Domingo
IZ7OIX

 

Manutenzione Straordinaria Ponti Ripetitori Ari-Bari

ripetitori

Gentili amici e colleghi Radioamatori,

stiamo effettuando operazioni di manutenzione straordinaria dei nostri ponti ripetitori di Sezione , e probabilmente nel corso delle settimane a seguire si verificheranno problemi di possibili spegnimenti degli stessi.

La nostra pianificazione prevede che l’U2 430.050 e l’R6 145.750 , dotati di tono a 100.0 , diventino i 2 ponti cittadini, invece l’R7 alfa diventi ponte extra urbano.

Ci scusiamo per il momentaneo disservizio,

IZ7ECT MIKY coordinatore tecnico ARIBARI.

E’ nato www.ircddb-italia.it

Auguriamo buon lavoro agli amici di www.ircddb-italia.it

Il loro portale web offre visibilità immediata per tutti i possessori di nodi HotSpot D-Star,
oltre che una serie di informazioni utili per chiunque volesse compiere i primi passi verso
questa nuova ed avvincente tecnologia.

Il Team ircddb-italia gestisce inoltre il gruppo su Yahoo
http://groups.yahoo.com/group/ircDDB-Italia/
il cui obiettivo è quello di facilitare lo scambio di informazioni ed idee tra i SysOp della
nascente rete ircDDB operativa sul sistema DStar.

In bocca al lupo da parte dello staff di aribari.it

Guide: Come Tarare un filtro in cavita’ con notch

Con questa guida cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulle modalità di taratura di un classico filtro in cavità con notch da utilizzare per i nostri ripetitori senza disporre di un analizzatore di spettro con tracking.

Immaginiamo di dover tarare il nostro filtro su una frequenza di trasmissione FreqTX e di ricezione FreqRX .

Innanzi tutto tareremo il nostro filtro SINGIOLARMENTE, cavità per cavità.

Ci serve un ricetrasmettitore, un ROSmetro, un WATTmetro ed un carico fittizio o un’antenna accordata ovviamente sulla frequenza da utilizzare.

La sequenza di collegamento è quella indicata nello schema sottostante:

cavita

Taratura cavità di Trasmissione

– Taratura Frequenza di Trasmissione (manopola centrale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqTX.

Premere il PTT e ruotare la manopola sino ad ottenere il minimo ROS e la massima potenza irradiata.

– Taratura NOTCH (manopola laterale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqRX.

Premere il PTT e ruotare la manopola del notch sino ad ottenere il massimo ROS e la minima Potenza irradiata

Taratura cavità di Ricezione

– Taratura Frequenza di Ricezione (manopola centrale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqRX.

Premere il PTT e ruotare la manopola sino ad ottenere il minimo ROS e la massima potenza irradiata.

– Taratura NOTCH (manopola laterale):

Impostare il TX sulla frequenza FreqTX.

Premere il PTT e ruotare la manopola del notch sino ad ottenere il massimo ROS e la minima Potenza irradiata

Adesso tutti i componenti della nostra cavità sono tarati correttamente.

Non ci resta che assemblare la catena e testare il tutto

Buon lavoro!

Puoi scaricare da QUI il Pdf di questa guida